Mercato auto a maggio in Italia segna un calo del – 1,2 %, aumenta la richiesta di mini suv che sta mutando il segmento C , da gennaio a maggio exploit di Fiat Panda e Lancia Ypsilon

Il mercato auto, dopo un leggero segno più ad aprile – che è l’unico del 2019 – in maggio torna in territorio negativo, con una frenata nell’ultimo giorno che fa seguito ad un andamento positivo in tutto il mese. Le immatricolazioni di autovetture, secondo quanto diffuso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel mese sono state 197.307, in calo dell’1,2% rispetto alle 199.692 del maggio 2018.

Nei primi cinque mesi del 2019 si conferma la leadership di Fiat Panda e Lancia Ypsilon nelle prime due posizioni che insieme superano le 100mila unità. A seguire Renault Clio, Citroen C3, Fiat 500X, Dacia Duster, VW T-Roc, Fiat 500, VW Polo e Jeep Renegade.

L’uscita di scena della Fiat Punto senza alcuna erede ha permesso alle francesi di risalire la classifica ma a breve dovrebbe arrivare la Fiat 500 5 porte che dovrebbe cambiare gli scenari commerciali.

I primi 5 mesi dell’anno raggiungono le 910.093 vetture immatricolate, riducendo la flessione ad un -3,8% nel confronto con le 946.381 auto dello stesso periodo dello scorso anno.

Sul fronte dei canali di vendita, i privati in maggio ritrovano il secondo segno negativo dell’anno (-7,6%), dopo quello di marzo, portandosi al 52,9% di quota (-3,5 p.p.) e mantenendosi al 56,5% nel cumulato dei 5 mesi. Un calo a doppia cifra continua a interessare le società, soprattutto per la flessione delle autoimmatricolazioni, mentre – dopo aprile – si conferma in maggio un incremento del 22,1% del noleggio che gli consente di raggiungere una quota del 31,5% del totale incrementandosi di oltre 6 punti (al 28% di quota nei 5 mesi). A questo risultato ha contribuito la crescita stagionale del breve termine (+35,6%) e un incremento del 18,1% del lungo termine, grazie alla spinta delle Captive.

Fra i segmenti risultano in territorio positivo le city car (+9,9%) che salgono al 17,2% di quota (16,6% del totale mercato nel cumulato) e rimangono stabili le utilitarie del segmento B, al 37,3% di rappresentatività. Riportano una flessione i segmenti medi e superiori, in particolare il segmento C scende al 31,5% di quota di mercato, mentre l’alto di gamma segna un buon incremento (+9,3%).

In flessione tutte le carrozzerie, ad eccezione dei crossover (+15,7%) che ottengono in maggio il 32,5% di quota e il 31,9% nel cumulato gennaio-maggio.

Fra le aree geografiche l’unica a segnare in maggio una crescita delle immatricolazioni è il Nord Est (+7,2%), grazie alla spinta del noleggio. Come emerge, infatti, dalla seconda tabella, elaborata al netto delle immatricolazioni del noleggio, il Nord Est si porterebbe anch’esso in territorio negativo del 5,2%. Ciò vale anche per l’area Nord Ovest che nel totale flette del 3,6%, ma escludendo il noleggio arriverebbe all’11,7% in meno. Il contributo del noleggio attenua leggermente anche la flessione del Centro Italia, mentre non incide sull’andamento delle immatricolazioni del Sud e delle Isole, in calo entrambe intorno al 10%.

Magneti Marelli, ecco il nuovo logo globale scelto dai nuovi proprietari nipponici

Un altro pezzo importante della storia automobilistica italiana è stato ceduto dal Gruppo FCA ai giapponesi di Calsonic Kansei . Era nell’aria e l’AD Mike Manley lo aveva annunciato nelle scorse settimane. La domanda sorge spontanea, perchè? Il Sole 24 Ore ha dato questa risposta: Semplice: per fare cassa e avere i fondi necessari a dare esecuzione ad un piano industriale ambizioso che, lanciato il primo giugno 2018 e siglato come ultimo atto da Sergio Marchionne, punta sulla tecnologia con focus su elettrificazione e guida assistita. Oltre che su un’espansione della gamma, soprattutto Jeep, senza precedenti. Per fare queste cose servono piattaforme e queste costano. Costano tanto. Ma se Fca vuole le auto elettriche e ibride perché vendere un’azienda che produce tecnologia in un momento in cui l’automotive diventa sempre più parte dell’industria digitale? La risposta è semplice: a un costruttore automobilistico non serve avere in casa un produttore ma “basta” governare i fornitori. I tedeschi fanno cosi. E costruiscono le auto più tecnologiche del mondo. Il gruppo Volkswagen si è concentrato, spendendo miliardi sulle piattaforme modulari (MQB, MLB e MBE per le elettriche) e sui powertrain.

Il motore Ferrari premiato anche come Performance Engine of the Year e in altre due categorie

La 21a edizione dell’International Engine & Powertrain of the Year ha visto un nuovo trionfo per Ferrari, che per il quarto anno consecutivo si è aggiudicata il titolo assoluto con il suo V8 da 720 CV e 3,9 litri, un’impresa mai riuscita a nessun altro motore nella storia del premio.

Il motore V8 da 3902 cm³ che fornisce la forza propulsiva alla 488 GTB, alla 488 Spider, alla 488 Pista e alla 488 Pista Spider ha vinto il premio assoluto oltre al premio come miglior Performance Engine. Grazie al passaggio da categorie di capacità a categorie di potenza, applicato a partire da quest’anno per garantire un giudizio più equo sui gruppi propulsori ibridi, il V8 di Ferrari si è aggiudicato la vittoria in altre due categorie: lo stesso motore è stato votato come miglior propulsore sopra 650 CV, mentre la versione da 3855 cm³ montata sulla Portofino (con 600 CV) e sulla GTC4Lusso T (con 610 CV) ha vinto nella categoria 550-650 CV.

Di conseguenza, con la cerimonia di quest’anno a Stoccarda, in Germania, il punteggio di “International Engine & Powertrain of the Year” ottenuto da Ferrari raggiunge l’eccezionale risultato di 31.

Lamborghini GT3 GTOpen Norbert Siedler-Mikaël Grenier 1

Domenica straordinaria per Lamborghini Squadra Corse nel GT Open a Hockenheim. Il team Emil Frey Racing ha centrato una doppietta, piazzando in Gara 2 nelle prime due posizioni le Lamborghini Huracán GT3 Evo affidate a Norbert Siedler-Mikaël Grenier e Albert Costa-Giacomo Altoè. Sul circuito tedesco, che ha ospitato il secondo dei sette doppi round dell’International GT Open, l’equipaggio formato dal poleman Norbert Siedler e Mikaël Grenier hanno bissato la vittoria messa a segno in occasione dell’appuntamento inaugurale di Le Castellet, lo scorso aprile. Siedler è sfilato al comando, mantenendo senza difficoltà la leadership durante il suo primo “stint” di guida. Dietro di lui Giacomo Altoè, in qualifica secondo con un divario di soli cinque millesimi a separarlo dal proprio compagno di squadra. Dopo le soste, sulla vettura di testa è salito Grenier, con Albert Costa che si è invece ritrovato terzo dopo avere rilevato nei pit-stop lo stesso Altoè. Lo spagnolo, a 17 minuti dal termine, è stato autore di un eccellente sorpasso nei confronti della Aston Martin di Oliver Wilkinson, iniziando un’ulteriore rimonta che gli ha permesso di portarsi nella scia dell’altra Lamborghini di Grenier. Arrivo in parata per le due vetture della Casa di Sant’Agata Bolognese e altri punti importanti per Altoè e Costa (quinti in Gara 1 sabato e terzi tra i Pro), che hanno riconfermato il loro primato in classifica, con soli 7 punti in più nei confronti degli stessi Grenier e Siedler.

Fiat 500X da record: prodotta la 500millesima unità, altro traguardo dello stabilimento di Melfi

Il 23 maggio 2019 nello stabilimento lucano di Melfi è stata prodotta la Fiat 500X numero 500.000: Il nuovo primato certifica il successo del modello che, fin dal lancio nel 2014, è sempre stata leader nel segmento in Italia e stabilmente nella top 10 in Europa.

L’esemplare da record è stato prodotto nella versione 120° ed è equipaggiato conla nuova generazione di motori FireFly, ai massimi vertici di efficienza, con 150 CV e il cambio di automatico DCT a doppia frizione. La serie speciale 500X 120° è stata lanciata allo scorso Salone di Ginevra per celebrare il 120esimo anniversario del brand Fiat ed è caratterizzata dalla livrea bicolore, per la prima volta disponibile su 500X, e dai 6 mesi di Apple Music in omaggio. 

Il record produttivo di Fiat 500X è stato realizzato nello stabilimento FCA di Melfi, una delle fabbriche automotive più innovative al mondo, dove oggi si producono i modelli Fiat 500X e Jeep Renegade destinati all’esportazione in oltre 100 Paesi nel mondo. Nei suoi 25 anni di attività, FCA Melfi Plant si è focalizzato sulla creazione di prodotti di elevata qualità attraverso la migliore efficienza dei processi produttivi e, soprattutto, con il coinvolgimento e la formazione di lavoratori altamente specializzati nell’Accademy, fiore all’occhiello dello stabilimento.

Alfa Romeo Racing celebra il Gran Premio numero 1000 nella storia della F1

Alfa Romeo, che vinse il primo Gran Premio e il primo campionato nella storia della Formula 1, rende omaggio alla più importante tra la competizioni motoristiche, capace di coinvolgere milioni di appassionati in tutto il mondo: domenica 14 aprile in Cina taglierà l’emozionante traguardo della millesima gara

La lunga e articolata storia della Formula 1 inizia nel 1950, quando la disciplina assunse una dimensione planetaria con il primo “Campionato mondiale di Formula 1”, che in realtà si corse quasi esclusivamente su circuiti europei. E la prima gara in assoluto andò in scena tra le curve di uno dei tracciati tuttora più importanti del circus: Silverstone, sede storica del Gran Premio di Gran Bretagna. Era il 13 maggio di sessantanove anni fa, un lasso di tempo nel corso del quale il mondo dell’automobile, rispetto a oggi, è cambiato in modo radicale. Immutabili solo due fattori: il calore del pubblico e la presenza al via delle monoposto Alfa Romeo, al primo gran premio come al millesimo.

La scuderia Alfa Romeo si presentò nel circuito con quattro monoposto “158” guidate da Giuseppe “Nino” Farina, Juan Manuel Fangio, Luigi Fagioli e, in segno di omaggio alla nazione ospitante, Reg Parnell; le vetture si piazzarono ai primi quattro posti nelle qualifiche, occupando quindi per intero la prima fila dello schieramento.
Del resto, il progettista Alfa Romeo Giuseppe Busso, a proposito di quel periodo, affermò che il vero problema per il team delle tre “F” Farina, Fangio e Fagioli, era stabilire l’ordine del podio. La potenza di quell’Alfa Romeo 158 era di 350 CV, per una velocità massima di 290 km/h, e quel 13 maggio Nino Farina conquistò pole position, giro più veloce e vittoria finale.

A fine campionato, delle sette gare valide per la classifica, la 158 se ne aggiudicò sei, disertando come tutti i costruttori europei la 500 Miglia di Indianapolis. A partire dal debutto al GP di Silverstone, l’Alfa Romeo sarà imbattuta, conquistando i primi tre posti della classifica e vedendo Nino Farina primo iridato della neonata Formula 1. Un successo ripetuto nell’annata successiva, quando la monoposto 159 conquistò nuovamente il titolo mondiale grazie al campione Juan Manuel Fangio.

Da allora, la leggenda sportiva di Alfa Romeo si è arricchita di vittorie e podi nei diversi campionati internazionali, inclusa la Formula 1. E proprio da due stagioni il vessillo del Biscione è tornato a sventolare sui circuiti di tutto il mondo: dopo i continui progressi e l’ottavo posto della scorsa stagione, quella del ritorno alle gare, quest’anno il nuovo team “Alfa Romeo Racing” continua a portare la tradizione di eccellenza tecnica e stile italiano, caratteristica del marchio Alfa Romeo, alle vette delle competizioni motoristiche.

Il team “Alfa Romeo Racing” schiera al via Antonio Giovinazzi, primo pilota tricolore a otto anni dall’ultima apparizione stabile di un pilota italiano al volante di una Formula 1, e il Campione del Mondo 2007 Kimi Räikkönen, capace di andare a punti nelle prime due gare. Continua così la tradizione del “Quadrifoglio, il simbolo che dal 1923 identifica le Alfa Romeo più performanti.

Formula 1 2019 : Alfa Romeo Racing Team ci sarà, ecco i dettagli

Il Campionato del mondo di Formula 1 2019 vedrà due dei marchi storici nel mondo delle competizioni sportive – Alfa Romeo e Sauber – tornare sui circuiti internazionali con i piloti Kimi Räikkönen, già campione del mondo nel 2007, e il giovane italiano Antonio Giovinazzi come “Alfa Romeo Racing”, in luogo della denominazione dello scorso anno,  “Alfa Romeo Sauber F1 Team”.

Appena dopo un anno dalla sua fondazione, avvenuta il 24 giugno 1910, Alfa Romeo debuttò ufficialmente nel mondo delle corse vincendo la Prima Gara di regolarità a Modena. Da allora, la sua leggenda sportiva si è arricchita di vittorie e podi nei diversi campionati internazionali, inclusa la Formula 1. Nel 2019 le auto di “Alfa Romeo Racing” gareggeranno sotto il vessillo del “Quadrifoglio”, il simbolo che dal 1923 identifica le Alfa Romeo più performanti.

La sinergia tra Alfa Romeo e Sauber è iniziata nel 2018, con Alfa Romeo in qualità di Title Sponsor e, nell’ultimo anno, il Team ha fatto continui progressi concludendo il campionato all’ottavo posto. La durata della collaborazione è stata ulteriormente estesa, mantenendo invariate e indipendenti la proprietà e la gestione di Sauber. Come “Alfa Romeo Racing”, le due società condividono lo stesso obiettivo: raggiungere risultati ambiziosi conquistando i vertici delle competizioni sportive.

Frédéric Vasseur, Team Principal di Alfa Romeo Racing:

“Con grande piacere annunciamo la nostra partecipazione al Campionato del Mondo di Formula 1 2019 con il nuovo nome “Alfa Romeo Racing”. Dall’inizio della collaborazione con il nostro Title Sponsor Alfa Romeo nel 2018, abbiamo ottenuto notevoli progressi tecnici, commerciali e sportivi. I risultati hanno ripagato il grandissimo impegno profuso e questo ha dato una forte motivazione a tutti i membri del team, sia in pista sia al quartier generale in Svizzera. Intendiamo continuare a sviluppare ogni ambito del team, portando avanti la nostra comune passione per le corse, la tecnologia e il design”.

Mike Manley, CEO di FCA:

“Alfa Romeo Racing è una denominazione nuova che, tuttavia, può vantare una lunga storia di successo in Formula 1. Siamo orgogliosi di collaborare con Sauber nell’impresa di portare la tradizione di eccellenza tecnica e stile italiano, caratteristica del marchio Alfa Romeo, alle vette delle competizioni motoristiche. Non ci sono dubbi: con Kimi Räikkönen e Antonio Giovinazzi al volante e l’esperienza Alfa Romeo e Sauber, gareggeremo per dire la nostra”.      

La prima vettura ibrida elettrica plug-in del Gruppo FCA sarà la Jeep Renegade, dopo seguirà la gemella Fiat 500X e dopo tutti gli altri modelli della gamma saranno elettrificati

Lo stabilimento FCA di Melfi si prepara ad accogliere la Jeep Renegade Plug-in Hybrid Electric Vehicle (PHEV, veicolo ibrido elettrico plug-in), primo modello europeo del Gruppo a ricevere la propulsione ibrida insieme alla versione standard e la 500X con motore a combustione interna già in produzione presso lo stabilimento. Questa nuova versione di Renegade PHEV sfrutta il motore elettrico per limitare le emissioni nocive del propulsore a benzina e per limitare i consumi e costerà a FCA circa 200 milioni di euro per la formazione dei dipendenti e per l’aggiornamento delle linee produttive dello stabilimento lucano. Sarà sul mercato nella prima parte del 2020, ma sono previsti già nel 2019 i veicoli pre-serie.

Già dal 2013 è in vendita negli USA la Fiat 500E ovvero interamente elettrica con motore elettrico BOSCH che ha un’autonomia di 87 miglia ovvero circa 140 km. Il consumo energetico dichiarato è ufficialmente di 29 kWh per 100 miglia, pari a circa 18 kWh per 100 km. Considerando un contenuto energetico medio della benzina pari a circa 9 kWh/l, un simile consumo equivale a poco più di 2 litri per 100 km, o poco più di 49 km/l.

Il motore da 111 CV (81 kW) è alimentato da una batteria al Litio da 24 kWh. Questa capacità appare quindi coerente con i dati di autonomia (140 km) e consumo (18 kWh/100 km) dichiarati. 

Secondo una stima dell’ente americano per la protezione dell’ambiente (EPA), che segue i dati di consumo e autonomia dichiarati per le auto “green”, il costo dell’energia necessaria per alimentare la 500e per un anno, per un utilizzo medio (15.000 miglia pari a circa 24mila km), si aggirerebbe intorno ai 500 dollari.  Chiaro che parliamo di test effettuati in Nord America che sono completamente diversi da quelli europei. La Nissan Leaf dichiara infatti una autonomia equivalente a circa 117 km, contro i circa 109 della Smart Fortwo elettrica, i 131 della Honda Fit EV, i 122 della Focus elettrica e i 100 della Mitsubishi i. Con i suoi 140 km (87 miglia) la 500e appare quindi come il modello elettrico con l’autonomia maggiore fra i concorrenti sul suo mercato. Il cinquino ancora una volta vince!


 

Alleanza strategica Ford-VW: nuova rivoluzione nel settore

Rivoluzione nel mondo delle case automobilistiche mondiali. Ad annunciarlo è Herbert Diess, ceo della Volkswagen che dopo un incontro alla Casa Bianca con Donald Trump e i suoi consiglieri economici, proprio per parlare di investimenti europei nell’auto Usa, annuncia che la casa tedesca sta già negoziando con Ford. “Siamo in negoziati avanzati con la Ford – spiega Diess – per costruire davvero un’alleanza automobilistica globale, che rafforzerà anche l’industria delle auto americana”. Diess ha poi aggiunto che la società potrebbe usare le capacità produttive della Ford in Usa e che sta considerando di realizzare un secondo impianto negli Stati Uniti. L’ammontare degli investimenti per ora rimangono top secret. Saranno annunciati in gennaio o al più a febbraio.

Ed è l’annuncio della creazione di un nuovo impianto produttivo negli Stati Uniti, oltre all’accordo con Ford, la vera arma della Volkswagen. Una risposta alla minaccia di Trump di imporre dazi alle case automobilistiche europee. Nessuna conferma, ma nemmeno una smentita è fino ad ora arrivata dalla Ford. Volkswagen d’altra parte ha già un impianto di assemblaggio a Chattanooga, nel Tennessee. Ma Diess si è solo limitato a dire che la società è in “negoziati abbastanza avanzati in Tennessee, ma potrebbero esserci anche altre opzioni”. Un accordo tra costruttori però, nessuno scambio azionario farà parte del patto. Ne sapremo di più nelle prossime settimane.

Ecotassa, affondo delle associazioni di categoria ANFIA, FEDERAUTO e UNRAE

 Le principali Associazioni del settore (ANFIA, FEDERAUTO e UNRAE), rinnovano il grido d’allarme al Governo, al Parlamento e ai consumatori, sugli impatti che la misura in discussione avrà sul settore automotive.

Le analisi della misura nella sua nuova riformulazione, evidenziano come ad essere colpite dal malus, non saranno solo le autovetture di lusso o di grossa cilindrata, peraltro già assoggettate ad una gravosa imposta quale il superbollo, ma anche moltissimi modelli ampiamente diffusi sul mercato, molti con una fascia media di costo sul quale l’aggravio di una tassa di 1.100 € appare veramente irragionevole.

Solo a titolo di esempio non esaustivo, si riporta di seguito un elenco di autovetture colpite, in particolare nella prima fascia di malus penalizzata da un aggravio eccessivo per il cliente:

Gli impatti della misura considerata dimostrano, inoltre, che il “malus” è di gran lunga superiore rispetto alla necessità di copertura del “bonus”.

Una misura così strutturata appare pertanto socialmente iniqua, poiché richiede ad un’ampia fascia di cittadini un importante sforzo economico per finanziare l’acquisto di pochi veicoli.

Riteniamo al contrario di fondamentale importanza lo stanziamento previsto a supporto delle infrastrutture di ricarica, a nostro avviso il primo necessario passo che il Paese deve fare per creare le condizioni abilitanti per lo sviluppo della mobilità elettrica.