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Mercato automobilistico in Italia a novembre 2019 segna + 2,2 %. In Capitanata immatricolate 392 vetture: sul podio i brand generalisti Fiat, Volkswagen e Citroen

Il mercato automobilistico italiano ha registrato +2,2% rispetto a novembre 2018. Secondo i dati diffusi dal Ministero dei Trasporti, a novembre sono state immatricolate 150.587 vetture.

La classifica dei modelli più popolari vede sempre in testa la Fiat Panda, con 10.724 immatricolazioni. Al secondo posto, si posiziona la Lancia Ypsilon, con 4.320. Al terzo, con 4.297 registrazioni, si piazza la Smart Fortwo. Seguono, nell’ordine, la Dacia Duster (3.540), la Fiat 500X (3.432), la Citroën C3 (3.205), la Renault Captur (3.017), la Volkswagen T-Cross (2.038), la Ford Fiesta (2.902) e la Toyota Yaris (2.885).

Ed in Capitanata? Analizzando i dati del mercato del nuovo elaborati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ne emerge in Provincia di Foggia questo scenario, con riferimento alle immatricolazioni a persone fisiche residenti : 392 vetture immatricolate di cui Alfa Romeo 4 vetture, Audi 6 vetture, Bmw 4 vetture , Jeep 20 vetture, Citroen/DS 30 vetture, Dacia 19 vetture, Fiat 61 vetture, Ford 17 vetture, Honda 1 vettura, Hyundai 10 vetture, Jaguar 1 vettura, Kia 18 vetture, Lancia 11 vetture, Land Rover 2 vetture, Mazda 3 vetture, Mercedes 14 vetture, Mini 3 vetture, Mitsubishi 1 vettua, Nissan 8 vetture, Opel 20 vetture, Peugeot 22 vetture, Porsche 3 vetture , Renault 22 vetture, Seat 3 vetture, Skoda 2 vetture, Ssangyong 2 vetture, Suzuki 5 vetture, Toyota/Lexus 27 vetture, Volvo 3 vetture e Volkswagen 49 vetture.

Fiat Panda si conferma la regina del mercato italiano



Il dato statistico fa riferimento alle immatricolazioni di autovettura con riferimento alla provincia di residenza del proprietario ( nel nostro caso Foggia), sono perciò escluse le vetture immatricolate con formula di leasing e noleggio lungo termine. La classifica quantitativa su scala mensile tra i brand generalisti vede sul podio Fiat con 61 vetture, Volkswagen con 49 vetture, Citroen con 30 vetture, Toyota con 27 vetture, Renault e Peugeot con 22 vetture, Opel con 20 vetture, Kia con 18 vetture, Ford con 17 vetture.

Tra i brand low-cost Dacia con 19 vetture immatricolate resta leader incontrastata anche perché di fatto non ha concorrenti diretti. Lancia con 11 vetture con soltanto la Ypsilon a listino conferma un grande risultato poichè oggi è presente un solo modello diventando di fatto un brand-monoprodotto; in attesa del piano di rilancio sotto l’egida PSA che è tutto da scrivere. Tra i brand premium pole position per Jeep con 20 vetture, segue Mercedes con 14 vetture, Audi con 6 vetture, Alfa Romeo e Bmw con 4 vetture, Volvo e Porsche con 3 vetture, Land Rover con 2 vetture. Zero vetture per Maserati.

MA

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AUTO UE: NOVEMBRE DISCRETO (+4,5%), STAGNAZIONE PER L’INTERO 2019

E’ in moderata crescita in novembre il mercato dell’auto in Europa. Le immatricolazioni nell’area UE+Efta crescono del 4,5%. Il consuntivo dei primi undici mesi dell’anno si chiude invece con un calo dello 0,3% a quota 14.542.126 auto immatricolate. Il mercato europeo dell’auto sta dunque procedendo all’insegna di una sostanziale stagnazione compatibile con lo scenario di bassa crescita che sta caratterizzando l’area. Sull’andamento del 2019 oltre alla debolezza dell’economia hanno però pesato anche fattori specifici riferibili al settore dell’auto. In particolare ha inciso negativamente sulla propensione all’acquisto di nuove autovetture la demonizzazione del diesel, che ha creato forte incertezza negli automobilisti che devono sostituire una vettura con questo tipo di motorizzazione perché il mercato non offre al momento soluzioni alternative altrettanto economiche e versatili. E la conseguenza è un rinvio di sostituzioni già mature, mentre coloro che stanno comunque sostituendo un diesel riacquistano altri diesel o vetture a benzina, mentre benefici limitati si hanno per le motorizzazioni a basso o nullo impatto ambientale che fanno registrare forti tassi di crescita in termini percentuali, ma numeri assoluti ancora molto piccoli.  

Un peso notevolissimo sul mercato europeo hanno i cinque maggiori paesi dell’area e cioè, nell’ordine per immatricolazioni di autovetture, Germania, Regno Unito, Francia, Italia e Spagna. Il mercato tedesco è quello che ha fatto registrare il maggior numero di immatricolazioni ed è anche l’unico in crescita tra i cinque grandi. Le vendite in Germania nei primi undici mesi del 2019 sono state 3.323.878 con un incremento sullo stesso periodo del 2018 del 3,9%. Nell’intero anno le immatricolazioni in Germania dovrebbero toccare quota 3.570.000 unità, il miglior risultato degli ultimi vent’anni dopo quello del 2009 fortemente sostenuto da bonus ambientali. Gli operatori tedeschi dell’auto ritengono tuttavia che nel 2020 il buon risultato del 2019 non sarà replicabile in quanto le vendite si attesteranno su un livello di circa 3.350.000 unità. La Francia ha chiuso il consuntivo dei primi undici mesi con un calo dello 0,2% e la domanda di auto è dunque anche qui in stagnazione, così come in Italia (-0,6%), mentre più negativo è il risultato del Regno Unito (-2,7%) che ha risentito per tutto l’anno delle incertezze legate alla Brexit e ancora più negativo è il risultato del quinto dei grandi mercati, la Spagna, che accusa un calo del 5,7% nonostante un notevole ricorso alla pratica dei chilometri zero.

In sintesi, il mercato dell’auto dell’Unione Europea e dell’Efta – secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor –  nonostante l’exploit della Germania, non raggiungerà neppure nel 2019 il massimo toccato nel 2007 a quota 16 milioni di immatricolazioni ed è inoltre altamente probabile che anche il 2020 sia un anno all’insegna della stagnazione. Il settore dell’auto sta vivendo una vigilia difficile dopo la scelta delle autorità politiche e di tutte le case automobilistiche di puntare decisamente sulle soluzioni elettriche, che, tuttavia, nonostante il lancio di tanti nuovi modelli interessanti, stentano ad affermarsi in maniera significativa senza il supporto di forti investimenti in incentivi e in infrastrutture.

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Che ne sarà dell’Alfa Romeo con la gestione PSA targata Carlos Tavares? Quale destino dopo Sergio Marchionne?

Gli interrogativi che tutti si pongono sul futuro del Biscione dopo la fusione FCA-PSA che vedrà PSA in prima linea a decidere su una galassia di brand sono tanti.

1) Che ne sarà dell’Alfa Romeo con la gestione PSA targata Carlos Tavares? Difficile dirlo ora è chiaro che entro i prossimi 24 mesi non ci saranno novità sostanziali in gamma; anche se molti progetti sono stati cancellati. Il tutto va contestualizzato con la trasformazione integrale del settore con la rivoluzione elettrica. E’ chiaro che il know-how elettrico del Gruppo PSA potrebbe giovare brand in affanno come Fiat e Lancia ma per Alfa Romeo e Maserati?

Già nel 2020 il brand Maserati offrirà le sue vetture anche con la versione mild-hybrid ma su Alfa? Questa scelta fa parte però della strategia del grande Sergio Marchionne. E dopo?

La scelta di cancellare l’erede della Giulietta a favore del suv Tonale fa capire quale sia la prima strada del futuro: realizzare prodotti che il mercato vuole partendo dai SUV.
Il CEO del Gruppo PSA ha all’attivo una sua credibilità manageriale forte per il rilancio del gruppo francese ma è chiaro che ad oggi tutto tace sul futuro degli stabilimenti italiani del Gruppo FCA che sono localizzati quasi tutti nel Mezzogiorno.

E quest’ultimo non è un dettaglio di poco conto. Attendiamo maggiori evoluzioni per poter esprimere liberamente un parere. Temiamo che il know-how Alfa Romeo sarà utilizzato anche su modelli PSA ( vedasi DS) per dare una impronta più premium. Tutti gli scenari sono aperti. Va purtroppo ricordato che 1/3 delle quote del Gruppo PSA sono in mano allo stato francese, limite o opportunità per il sistema produttivo italiano?

MA