Il Gruppo Volkswagen ha rilevato la Sauber e nel 2026 debutta in F1 con il marchio Audi, non si esclude anche l’ingresso della Porsche. Addio al sogno alfista di Marchionne nel mondo delle corse, Stellantis ha altre priorità ma così si uccide il DNA del Biscione

L’Audi si unirà alle corse di F1 con un’auto a carburante sintetico e deciderà con quale squadra collaborare entro la fine dell’anno. Ad annunciarlo è il suo CEO Markus Duesmann, alla pista di Spa-Francorchamps a margine del Gran Premio del Belgio. È la prima volta in oltre dieci anni che un propulsore di Formula 1 viene costruito in Germania. “Il motorsport è parte integrante del Dna di Audi – ha dichiarato Duesmann – . La Formula 1 è sia un palcoscenico globale per il nostro marchio sia un laboratorio di sviluppo altamente stimolante. La combinazione di alte prestazioni e competizione è sempre un motore di innovazione e trasferimento tecnologico nel nostro settore. Con le nuove regole, per noi è il momento giusto per essere coinvolti. Dopo tutto, sia la Formula 1 sia Audi perseguono chiari obiettivi di sostenibilità”.

Dopo queste dichiarazioni il sogno di Sergio Marchionne di rivedere in Formula 1 in pianta stabile anche il Biscione motorizzato Ferrari ma con una totale autonomia progettuale nell’aerodinamica delle monoposto viene completamente archiviato. Le domande che ognuno di noi si pone ad oggi sono le seguenti:

  1. Perchè Stellantis non ha acquistato la Scuderia Sauber come ha fatto invece il Gruppo VW?
  2. Perchè Stellantis non ha voluto proseguire l’impegno in Formula 1, dato che l’Alfa Romeo ha scritto importanti pagine dell’automobilismo sportivo e dopo la Ferrari e la Mercedes è tutt’ora il marchio con più premiato in questo ambito? Non va peraltro dimenticato che le prime due edizioni del Campionato Mondiale di F1 nel 1950 e nel 1951 sono state vinte dall’Alfa con le Alfetta 158 e con l’Alfetta 159.

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