Andamento vendite Alfa Romeo a novembre 2018 nei maggiori mercati mondiali

Come ogni mese è possibile trovare sul portale alfista MitoAlfaRomeo.com l’andamento delle vendite del brand Alfa Romeo in Italia/USA/Canada e Messico.

Alfa Romeo nel mercato Italia a novembre 2018 segna -54% ; il passaggio allo standard WLTP incide negativamente su tutti i costruttori ed anche sul Biscione

Alfa Romeo negli USA a novembre segna un + 36% nelle vendite con Stelvio che traina e a seguire Giulia e 4C

Alfa Romeo in Canada scende a – 14% mentre in Messico segna + 85% a novembre 2018

Deceduto Sergio Marchionne, quali scenari per FCA e per gli stabilimenti italiani?

Il 25 luglio 2018 è scomparso prematuramente Sergio Marchionne. Il manager italo-canadese fino a pochi giorni prima è stato amministratore delegato del gruppo automobilistico FCA, è morto la mattina del 25 luglio nell’ospedale di Zurigo dove era ricoverato da quasi un mese. Sia la famiglia che FCA avevano deciso di non diffondere informazioni precise sulle sue condizioni, peggiorate di molto nell’ultima settimana: secondo diverse fonti erano diventate «irreversibili», e l’azienda aveva comunicato la sua sostituzione come amministratore delegato. Marchionne era stato ricoverato il 27 giugno scorso per affrontare un intervento alla spalla.

Manager di grande spessore, ha risanato il Gruppo FIAT di cui è diventato AD nel 2004, rilanciandolo in pochi anni. Ha acquisito il Gruppo Chrysler nel 2009 che era contabilmente defunto. Nel 2014 rafforza l’alleanza strategica tra il Gruppo Fiat ed il Gruppo Chrysler creando FCA ( Fiat Chrysler Automobiles) diventando il sesto costruttore automobilistico nel mondo. Nei 14 anni in cui è stato al vertice del gruppo la capitalizzazione è passata da 5,5 miliardi a quasi 60 miliardi euro.  Ha sconfitto il sindacato ideologico in Italia, ha globalizzato Fiat, peraltro facendola uscire da Confindustria, impensabile fino a quando c’era l’Avv. Agnelli e Luca di Montezemolo.

Più che triplicati i ricavi sotto la sua guida, passati da 47 miliardi di euro del 2004 (Gruppo Fca) ai 141 miliardi di euro del 2017 (Fca, Cnh Industrial e Ferrari). In 14 anni il risultato netto è passato, infine, da -1,5 miliardi di euro del 2004 (Gruppo Fiat Spa) ai 4,4 miliardi di euro del 2017 (Fca, Cnh Industrial e Ferrari). Nel 2008, l’anno prima dell’acquisto di Chrysler, Fiat vendeva poco più di 2 milioni di mezzi, tra auto e veicoli commerciali, mentre adesso punta a chiudere il 2018 con quasi 7 milioni di immatricolazioni, un traguardo impensabile senza i marchi Jeep, Ram, Dodge, Chrysler, portati in dote con il l’operazione Fca. Nella stagione sportiva del 2017 ha riportato in F1 anche l’Alfa Romeo come main sponsor del Team Sauber. Ha riportato la Ferrari ad essere competitiva in F1 dato che è dal 2007 che non vince il titolo costruttori.

Riflettori puntati sul futuro degli stabilimenti italiani e sul nuovo top management team che fa capo all’inglese Manley che ha sostituito Marchionne. A giugno è stato presentato un piano 2018-2022 dove le fabbriche italiane continuano ad essere motore dello sviluppo FCA. Sarà così fino in fondo oppure ci dobbiamo preparare ad altri scenari?

Metalmeccanici Usa: rinascita Chrysler ha cambiato le nostre vite
”Durante i giorni neri della recessione, Chrysler, Dodge, Jeep e RAM erano in pericolo. Lavorando con il Uaw, Fca” ha consentito una loro rinascitaanche ”se molti ne dubitavano”. Lo afferma il presidente del United Auto Workers, Gary Jones. ”I nostri pensieri e le nostre preghiere vanno alla famiglia di Sergio. E quando la storia guarda alla sua eredita’, alla fine, quando ha lasciato la società il sole non stava tramontando ma stava nascendo. E questo sarà ricordato a lungo”. ”I membri del Uaw di Fca riconoscono che Sergio Marchionne ha costruito un’azienda che offre stabilitaà del lavoro e certezze per le loro famiglie” dice il vice presidente del Uaw, Cindy Estrada. ”Non siamo sempre andati d’accordo. Ma per i nostri membri il successo della sua visione ha cambiato le loro vite”.

Un’ultima riflessione. C’è un’altra lezione da cogliere, ce la danno la famiglia Agnelli e John Elkann: Marchionne è esistito perché c’è chi lo ha scoperto, gli ha dato fiducia e lo ha messo nelle condizioni di esprimere le sue potenzialità attribuendogli uno specifico potere gestionale ed un mandato chiaro (con relativi onori e oneri), condividendone gli obiettivi. Questo è un grande merito ed un prezioso insegnamento per tutti.

FCA ha deciso: stop alla produzione della Fiat Punto e Alfa MiTo e nessuna erede al loro posto

Durante la presentazione del Piano Prodotti FCA 2018-2022 a Balocco in data 1 giugno 2018 l’annuncio ufficiale è arrivato: la Fiat Punto e l’Alfa MiTo non avranno eredi. Tra qualche mese FCA non proporrà ai consumatori nessuna vettura con i brand Fiat e Alfa per il segmento B. La notizia è stata data dall’AD Marchionne che ha giustificato questo provvedimento dai bassi volumi in area Europa e dal cambiamento del mercato verso questo segmento di mercato. Tra qualche mese le quote di mercato della Punto e della MiTo saranno acquisite da latri costruttori tedeschi e coreani in primis. La MiTo è entrata in produzione nel 2008 su intuizione dell’allora AD Alfa Luca De Meo, scelta vincente per contrastare la Mini ed ora dopo dieci anni un rinnovato top management team nei livelli intermedi ma con il medesimo CEO non ne vuol sapere. E su Lancia e Chrysler non è stato proiettato nulla e pertanto si ipotizza un futuro regionale ( Lancia Ypsilon per il mercato italiano e gamma Chrysler solo per il mercato U.S.A.).

Nella lunga crisi di fine anni novanta solo la Punto riusciva a fare cassa in casa Fiat a causa della gamma voluta da Romiti che ha fatto perdere importanti quote di mercato al Gruppo Fiat ( vedasi lo scarso appeal dei modelli Bravo/Brava rispetto alla precedente Tipo, stesso dicasi per la Lancia K rispetto alla leggendaria Thema voluta da Ghidella) ed ora? Un lontano ricordo….

Dopo oltre nove milioni di vetture Fiat Punto vendute dal 1993 ad oggi va ricordato che la PUNTO è stata l’unica a contrastare nelle venite europee la VW Golf sorpassandola nel 1997. Nessuna si aspettava questa scelta strategica, semmai una nuova delocalizzazione verso il Sud America o in Serbia dove producono la Fiat 500L. Per certi versi a noi comuni mortali sembra incomprensibile. Si sperava anzi in un remake della 127 per valorizzare la storia industriale della FIAT . La VW mai si sognerebbe di togliere dal mercato senza eredi la GOLF, la Polo.  Per l’Italia si prospetta un futuro di produzione premium per i brand Alfa, Maserati e Jeep.  Dopo Fiat 600, Fiat 850, Fiat 127, Fiat UNO e Fiat Punto la FIAT non produrrà più utilitarie. Assurdo 🙁  Fiat resterà con Panda, 500L , 500X e con i veicoli commerciali. Nel 2021 debutterà la 500 Giardiniera.

Svelata il 6 giugno 2018 la Nuova Jeep Renegade MY 19 al Salone dell’auto di Torino

Il 6 giugno 2018 per la prima volta in Europa, il marchio Jeep svela la Nuova Renegade MY 19, che si presenta con numerose novità estetiche ma soprattutto con nuove motorizzazioni.
A questo link sono disponibili le prime immagini del modello presentato in un contesto speciale,  qual è il salone dell’auto di Torino, ospitato nello spettacolare Parco del Valentino.
Uno scenario unico, quindi, per il SUV che ha saputo coniugare due mondi, off-road e urbano, in un concentrato anch’esso unico. Ed ora si presenta al mercato, come sempre, un passo avanti.

Goodyear lancia il nuovo Eagle F1 Asymmetric 3 SUV

Il circuito di Mireval, di proprietà di Goodyear, ha ospitato il lancio del nuovo Eagle F1 Asymmetric 3 SUV, il prodotto della casa americana specificatamente sviluppato per gli Sport Utility Vehicle, categoria che registrerà vendite in crescita di oltre il 10% all’anno fino, almeno, al 2022. Goodyear quindi non vuole farsi scappare questo interessante mercato e ha quindi lanciato l’ultimo appartenente alla gamma Eagle F1 Asymmetric.

L’ Eagle F1 Asymmetric 3 SUV presenta diverse tecnologie innovative, la prima delle quali è la Active Braking Technology, una tecnologia che permette, in frenata, di aumentare la superficie di contatto con la strada, incrementando così il grip e assicurando spazi di frenata ridotti sia sull’asciutto che sul bagnato. Un’altra innovazione è la tecnologia Grip Booster, che aumenta il grip in frenata e l’aderenza su asciutto e bagnato grazie a mescole adesive.

Inoltre, per essere adatto anche ai SUV più pesanti e potenti come il Range Rover velar utilizzato durante l’evento di lancio, Eagle F1 Asymmetric 3 SUV presenta una tecnologia costruttiva ottimizzata appositamente per questi veicoli. Il risultato è una costruzione rinforzata, che contribuisce a migliorare il comportamento del veicolo alle alte velocità e la rapidità di risposta in curva, al fine di garantire una miglior maneggevolezza e un consumo omogeneo del battistrada. Per ridurre ulteriormente l’usura, sono stati ottimizzati anche il disegno e le cavità del pneumatico.

Il Eagle F1 Asymmetric 3 SUV è un prodotto robusto, leggero e dalle ottime performance, sia in frenata che nell’handling, su asciutto e bagnato. I test commissionati al TÜV Süd da Goodyear confermano questi punti di forza: su strade asciutte e bagnate, l’Eagle F1 Asymmetric 3 SUV ha evidenziato uno spazio di frenata inferiore di 1,2 metri rispetto al concorrente secondo miglior classificato, in un panel che comprendeva il Bridgestone Dueler H/P Sport, il Michelin Latitude Sport 3 e il Pirelli P Zero Rosso, tutti in misura 255/50 R19 107Y su BMW X5. Nelle prove di frenata sul bagnato effettuate dai giornalisti, la differenza media tra l’Eagle F1 Asymmetric 3 SUV e il miglior prodotto della concorrenza è stata addirittura superiore: 2,7 metri in meno, frenando da 95 km/h, rispetto alla concorrenza: 39,40 metri nel caso della Goodyear, 42,13 metri le altre.

Il Goodyear Eagle F1 Asymmetric 3 SUV è montato in primo equipaggiamento dal Jaguar E Pace, dall’Alfa Romeo Stelvio e dalla Citroën D7 Crossback e sarà disponibile sul mercato del ricambio per tutte le principali misure SUV nelle dimensioni 17-22 pollici.

Bmw, General Motors, Renault e Ford si alleano per lo sviluppo della blockchain

Bmw, General Motors, Renault e Ford hanno stretto un accordo per formare la Mobility Open Blockchain Initiative (MOBI), un consorzio che esplorerà l’uso delle tecnologie blockchain nel settore automobilistico e della mobilità.

Ecco alcune possibili aree che il consorzio potrebbe esplorare:

  • Trasmissione dei dati di utilizzo, diagnostica e manutenzione dei veicoli tra assicuratori, case automobilistiche, concessionari e proprietari di automobili. Con il sistema blockchain si potrebbero potenzialmente trasferire in modo sicuro, rapido ed efficiente informazioni sull’uso dei veicoli e i dati diagnostici tra tutte queste parti, un processo che al momento è complicato, se non impossibile. A sua volta, ciò potrebbe consentire alle case automobilistiche di migliorare i sistemi delle loro auto, fornire agli assicuratori dati migliori da inserire nei loro modelli dei prezzi delle polizze e aiutare i concessionari a migliorare le pratiche di riparazione.
  • Comunicazione veicolo-verso-tutti (V2E). Il costante aumento del numero di auto “connesse” sulle strade, nonché gli investimenti fatti per aggiungere connettività alle infrastrutture cittadine, rappresentano un’opportunità per le automobili e i comuni di trasmettersi a vicenda informazioni sui flussi di traffico e potenziali incidenti. Così, le auto potrebbero essere dirottate su percorsi alternativi in caso di incidenti o aree di intenso traffico. Tuttavia, le auto connesse costituiscono ancora una minoranza rispetto a tutti i veicoli sulla strada, specialmente al di fuori delle principali aree metropolitane, il che significa che il potenziale utilizzo della blockchain nella comunicazione V2E rimarrà limitato, per ora.
  • Le case automobilistiche potrebbero anche esplorare l’utilizzo di blockchain nelle proprie catene di fornitori per aiutare a gestire i rapporti. Le grandi aziende automobilistiche hanno un numero enorme di fornitori – General Motors, ad esempio, ha oltre 1.000 fornitori. Dato il potenziale di blockchain nel settore della logistica, è logico che anche i produttori automobilistici e i fornitori esplorino la tecnologia per aiutare a gestire auto, parti e ordini man mano che procedono nelle proprie catene di approvvigionamento.

Mercato auto USA ad aprile 2018: Alfa Romeo con Giulia, Stelvio e 4C vola nelle vendite a + 172,8%

Nel mercato automobilistico statunitense ad aprile 2018 FCA  ha venduto 184.149 unità totalizzando +5%. Il brand Alfa Romeo rientrato nel mercato U.S.A. a novembre 2014 con la 4C ha registrato in questo mese la vendita di 1.847 Alfa di cui 1.123 Giulia, 702 Stelvio e 22 Alfa 4C ( Coupè e Spider). La nuova berlina del Biscione lentamente inizia a farsi apprezzare dalla clientela statunitense ed anche la stampa specializzata, tra cui Motor Trend l’ha insignita del premio Car of the Year 2018.

Mercato auto Italia ad aprile 2018 segna + 6,47%, Alfa Romeo con 4428 vetture è cresciuta al + 11,03%

Il mercato automobilistico  italiano ad aprile 2018 ha registrato la vendita effettiva di 171.379 unità rispetto alle 160.969 unità di aprile 2017. Il brand Alfa Romeo con le 4.428 vetture immatricolate ha registrato una crescita dell’ 11,03 % rispetto alle 3.988 vetture vendute ad aprile 2017. La quota di mercato è passata dal 2,48 % al 2,58 %.

Da gennaio ad aprile 2018 l’Alfa Romeo in Italia ha registrato la vendita effettiva di 18.837 vetture rispetto alle 15.902 vetture del primo quadrimestre 2017. L’incremento è pari al + 18,46 %.

Mercato auto in Unione europea ad aprile 2018 segna + 9,6% , Alfa Romeo segna +6,6%

Il mercato automobilistico nei paesi comunitari dell’Unione Europea europeo ad aprile 2018 ha registrato la vendita effettiva di 1.306.273 unità rispetto alle 1.191.494 unità di aprile 2017 totalizzando un incremento del + 9,6 %. Le vendite fanno riferimento ai ventisette paesi membri della Unione Europea inclusa la Gran Bretagna fino a quando ufficialmente non sarà terminata la procedura Brexit per uscire dal mercato comunitario.

Fiat Chrysler Automobiles (FCA) ad aprile 2018 segna + 2 % registrando 89.461 immatricolazioni rispetto alle 87.744 unità di aprile 2017 . La quota gruppo passa dal 7,4 % al 6,8 %. Di rilievo la crescita del brand Jeep a + 75 % , Alfa Romeo a + 6,6 mentre Lancia crolla a -25,9%.

In casa Alfa Romeo le immatricolazioni comunitarie del brand sono state 7.510, il 6,6 per cento in più rispetto all’anno scorso, per una quota di mercato dello 0,6 per cento, il medesimo rispetto allo stesso mese del 2017. Nel progressivo annuo le Alfa Romeo registrate sono state 31.421 , il 13 per cento in più rispetto al gennaio/aprile del 2017. Alfa Giulia e Stelvio lentamente iniziano a farsi apprezzare anche nell’affollato e complesso mercato comunitario dominato dal trio tedesco.

Purtroppo tante scelte errate del passato si ripercuotono sugli attuali numeri commerciali del Biscione. Dopo l’uscita di scena dei modelli 156/147/GT/166 è mancato un vero piano di rilancio ( oggi avviato dal debutto della 4C e dopo di Giulia e Stelvio e successivamente di nuovi modelli) che fosse in grado di contrastare ad armi pari Bmw, Mercedes, Audi, Volvo e la rinata Jaguar. Riflettori puntati sul 1 giugno 2018 quando l’AD Marchionne presenterà il prossimo product plan di tutti i brand del Gruppo FCA. Previsti per Alfa tre SUV, la Nuova Alfetta e la Nuova Giulietta.

Nel mercato comunitario ad aprile 2018 ecco il confronto tra Alfa Romeo ed i suoi competitor.

ALFA ROMEO 7.510

BMW 58.940

AUDI 67.034

MERCEDES 69.356

VOLVO 25.187

JAGUAR 5.356